Parrocchiale di Sant’Agata – Besenello

130602-0689Nonostante una ricca e significativa storia del castello e del territorio circostante la storia della chiesa di Besenello riserva ancora molto spazio da dedicare al suo studio. Molti rimangono ancora i documenti da visionare e da interpretare. Dalla lettura e dallo studio di alcuni documenti possiamo dire con certezza che le origini della parrocchiale di Sant’Agata in Besenello si radicano nel medioevo intorno al 1205 circa quando i padroni del castello e del territorio sono i De Beseno. Famiglia che all’epoca risulta essere ricca e potente tanto da poter esprimere l’elezione al soglio vescovile di un proprio membro. Infatti troviamo nella lista dei principi vescovi succedutisi alla guida della diocesi “Corrado De Beseno” che governò la diocesi, seppure con non grandi capacità, per due anni. A lui succedette Federico Vanga – artefice e committente del Duomo di Trento.

Riguardo alle origini della parrocchiale non disponiamo di molti riferimenti documentali ma in compenso possiamo attingere a significative considerazioni di tipo geografico e riguardo all’intitolazione della chiesa stessa. Entrambe ci fanno giungere subito ad una prima affermazione, ossia che la chiesa venne eretta come pertinenza del medioevale Castello di Beseno e non del paese di Besenello.

Della costruzione originaria medievale rimane poco e la chiesa subisce già a partire dal 1500 alcuni significativi mutamenti. Secondo gli studiosi il primo ampliamento risale al 1500 – 1504 circa. Probabilmente ha riguardato l’innalzamento del campanile e la costruzione della cappella Trapp. Dobbiamo premettere che da un documento del 1210 prendiamo atto che Engelberto di Beseno dà ai conti di Appiano il diritto di decima “in pertinentia de Beseno ed de Avolano ed de Folgarida et in toto illo plebatu, tam in monte quam in plano, tam in villis quam extra villas” e si desume pertanto che Beseno, Volano e Folgaria sono una sola parrocchia “in toto illo plebatu” i cui confini collimano con il distretto giurisdizionale, ma il centro ecclesiastico rimane Volano, quello politico Beseno. Dal parroco di Volano dipendevano le cure d’anime sia di Folgaria che di Beseno, rette da un sacerdote suo delegato. In un altro documento del 1281 troviamo che il Vescovo ordina alle tre comunità di contribuire al restauro della chiesa di S.Maria in Volano e appare pertanto chiara la dipendenza ecclesiastica di Beseno da Volano. Quando la parrocchiale di Sant’Agata viene eretta a Parrocchia? Probabilmente dopo il 1487 anno in cui termina la guerra coi Veneziani alla quale segue lo smembramento della parrocchia di Volano di cui Besenello faceva come detto sopra parte. La prima resta sotto la Serenissima, la seconda rimane di appartenenza del Principe vescovo di Trento. Il primo ampliamento della chiesa avvenne quindi più o meno in concomitanza con l’erezione a parrocchia.

Possiamo desumere pertanto che in questa prima fase la Cappella Trapp, la porta gotica che conserva il battente originale e che collega la cappella al campanile, il campanile e la porta d’ingresso della sacrestia che tutt’ora possiamo ammirare, fosse il corpo antico della chiesa precedente appunto a qualsiasi ampliamento. La sacrestia potrebbe costituire forse un resto della vecchia chiesetta.

Nel 1630 la chiesa viene nuovamente consacrata: è il 13 agosto e l’evento è documentato da un’iscrizione conservata in sacrestia. Probabilmente il fatto si riferisce all’evento della peste che colpì in maniera pesante e significativa tutto il Nord Italia, mietendo numerose vittime e precedendo un’epocale carestia. All’interno della chiesa troviamo infatti l’altare del crocifisso eretto proprio nel 1630 dalla Comune in occasione della peste. In tale circostanza si ha un nuovo ampliamento della chiesa che prevede un nuovo innalzamento del campanile e un’operazione radicale al suo interno ed esterno che dà finalmente alla chiesa un aspetto di chiesa parrocchiale con la costruzione dei due luoghi adiacenti l’abside sul lato ovest. Uno dei due luoghi provvisto anche di altare e acquasantiera, l’altro usato come sala caldaia fino ai restauri recenti del 2000.

La facciata originale è documentata in una fotografia (l’unica e preziosa testimonianza) che ritrae la chiesa prima della sua demolizione del 1891. In quell’occasione si decise di allungare la chiesa e per fare ciò si demolì la facciata. L’attuale venne costruita su disegno dell’ing. Luigi Obrelli di Trento. In alcuni appunti conservati nell’archivio parrocchiale troviamo nota che l’opera viene assegnata al signor Enrico Rensi di Besenello in data 21 gennaio 1891. Il 15 aprile 1891 si benedice e si pone la prima pietra sull’angolo frontale sud-est, ponendo una memoria e molte monete dell’epoca in una bottiglia sigillata e successivamente inglobata nella muratura come era nella consuetudine del tempo. Si legge ancora che l’opera “venne portata a termine ancora quell’anno”.

Il portale risale invece al 1674 ed è con ogni probabilità lo stesso che si trovava sulla facciata precedente. Nulla è rimasto invece se non alcune fotografie, conservate nell’archivio parrocchiale, del timpano, decorato con una tempera rossa raffigurante al centro il simbolo del Santissimo rappresentato dal monogramma “IHS” inscritto in due cerchi sormontati da una croce e ai lati due angeli, di cui quello a destra reggeva tre trombe e una lira. Fra il rosone e il timpano era dipinta una scritta in latino dello stesso colore del gruppo di angeli: IN HONOREM S.AGATHAE (“in memoria a San’Agata” – per ricordare, per onorare la Santa catanese).

Sappiamo anche che la facciata è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli con interventi anche di abbellimento che sono andati tutti perduti.

La facciata si presenta oggi di colore giallastro e non è adorna né di pitture, né di stucchi e né di statue. E composta dal portale, è provvista di un rosone che presenta otto petali ed è costituito da vetrate colorate. Il numero “otto” è simbolo dell’”ottavo giorno” – il giorno senza fine, il giorno della Resurrezione. Questo viene inoltre sottolineato dalla presenza di vetri colorati che con il sole riflettono fasci di luce all’interno della chiesa stessa, simbolo anch’essi del giorno finale promesso nelle Sacre Scritture in uno dei passi dell’Apocalisse di san Giovanni Evangelista.

Sulla muratura esterna della chiesa si trovano anche due porte laterali una a sud e una a nord del sagrato sul fianco della chiesa stessa. Come era usanza nel tempo da quella sud accedevano gli uomini che prendevano posto nella bancata della navata destra e da quella nord entravano le donne che prendevano a loro volta posto nella bancata della navata sinistra.

Attualmente è aperta e utilizzata soltanto la porta laterale sud una la seconda è chiusa, e nascosta in parte dalla bacheca degli avvisi parrocchiali. Nel 2007 in occasione del rifacimento della pavimentazione adiacente la chiesa è stata rifatta la ringhiera in ferro e posizionati alcuni scalini al posto del muro attorno al sagrato della chiesa stessa.

Sempre dalle fonti d’ archivio sappiamo che davanti alla chiesa si trovava una scalinata risalente al 1860 con otto magnifici cipressi ai lati abbattuti l’11 febbraio 1891. In quell’occasione si decise di dare incarico a due fotografi di professione uno di Calliano e uno di Rovereto perché rimanesse alla memoria la configurazione originaria del sagrato.

Patrizia Mazzurana